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Storie di persone che hanno scelto la solidarietà

Raccontare l’Osteopatia, raccontare di quando supera le pareti di uno studio con lettino e scrivania. C’è un’esperienza di frontiera in tante storie di osteopati, che si svolge fuori e oltre i muri di una stanza, che mette una disciplina di confine a contatto con situazioni ed elementi di confine; e che, forse, restituisce ancor meglio tutto il valore di un sapere: laddove i mezzi sono pochi, una sensibilità e una manualità allenate fanno la differenza. E’ il caso dei tanti professionisti che hanno contribuito a missioni, spedizioni di solidarietà, attività in luoghi o comunità a rischio, con il bagaglio di insegnamenti e pratiche che distingue e identifica gli osteopati. L’AISO conta molte di queste esperienze all’interno delle scuole che ne fanno parte.
Infrangere barriere: se l’esperienza umana e professionale di Mauro Fornari necessitasse di un titolo sarebbe questo. Essere non vedente dall’età di 7 anni non lo ha fermato, nella sua vita personale e professionale; come non si è fermato davanti all’idea di trascorrere ogni anno, dal 2002 al 2005, un mese a Chinandega, in Nicaragua. A volte la curiosità di scoprire ha una forza dirompente come la solidarietà, per cui tutte le barriere cadono: ed è con in animo queste due spinte che Mauro racconta di essere partito, aver speso il suo tempo e le sue energie in una missione religiosa, che si occupava principalmente di scolarizzazione e cura infantile ma senza trascurare quella degli adulti, nel piccolo ospedale adiacente.
In quella situazione diversa dalla routine, Mauro è stato osteopata nel senso più completo della parola. C’era una discreta presenza di medici a Chinandega, i farmaci però scarseggiavano e così in molti casi ci si rivolgeva a lui per trattamenti in tutti quegli ambiti in cui si sapeva che l’Osteopatia potesse avere effetti benefici. Polmoniti, infezioni gastro-intestinali, influenze: in tutti questi casi, poteva aiutare, supportare le persone e alleviarne i sintomi dolorosi.
Essere di sostegno era stato lo scopo fin dal principio ma quel contesto di speciale e felice rottura aveva acceso in Mauro Fornari qualcosa di altrettanto profondo: lo spirito indagatore dell’osteopata. Da allora, la sua professionalità ha avuto un nuovo centro d’interesse nel sistema immunitario, nelle potenzialità poco o per nulla esplorate in Italia che l’esercizio dell’Osteopatia libera quando agisce sul sistema linfatico, con protocolli di trattamento riconosciuti anche dalla letteratura scientifica.
In Nicaragua, Mauro era lontano dalla sua laurea in Fisioterapia presa nel 1980 e perfino dalla suo master in Medicina tradizionale cinese conseguito all’università di Jinan nel 2001, eppure era vicino all’essenza del suo lavoro come non mai. Prova ne sono i legami intensi che portava via con sé a ogni ritorno e, soprattutto, la consapevolezza dell’efficacia del trattamento osteopatico su patologie così svariate.
Sì, nella sua personale esperienza di frontiera, Mauro Fornari aveva provato la forza dell’Osteopatia.

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