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Osteopatia in Italia significa una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale, che nasce dagli enti della formazione: le scuole. Una per una, le raccontiamo attraverso l’opinione di chi le anima. La scuola Fulcro si trova nella zona di Treviso ed Emanuele Pippolo è fra i suoi docenti. Nelle sue parole scorgiamo un esempio del significato dell’esperienza osteopatica vissuta fino a oggi e delle aspettative sul futuro.    
  1. Cosa significa per gli osteopati l’attuazione del riconoscimento della loro professione?

Significa potenzialmente una maggiore, e ancora crescente, legittimazione e visibilità innanzitutto sul piano sociale. Ciò che, in particolare sotto il profilo legato al riconoscimento della professionalità osteopatica, già ora ne ha permesso l’individuazione come categoria operativa nell’ambito del servizio alla salute dei cittadini e della collettività. Al contempo, è essenziale in questo “movimento” preservare i valori e il significato più autentico proprio di questa disciplina, senza che vada disperso né mistificato il vasto patrimonio e il bagaglio di conoscenze e sapere trasmesso sino ai nostri giorni, ed in constante aggiornamento ed evoluzione.  
  1. Qual è il contributo che le scuole possono dare all’attuazione?

Il contributo dato dalle scuole è connesso innanzitutto all’esistente reale patrimonio rappresentato da una classe docente che trasmette una qualità formativa strutturata e certificata, aggiornata all’evoluzione delle conoscenze nel nostro tempo ma al contempo radicata nelle nozioni, filosofia ed esperienza trasmesse dai padri fondatori. Ne è segno tangibile il crescente interesse dato dall’aumento negli anni del numero di iscritti ai percorsi di formazione in Osteopatia, e parallelamente di professionisti certificati attivi sul territorio.  
  1. Com’è cambiata la percezione dell’Osteopatia in Italia?

In Italia l’Osteopatia ha goduto di una crescente diffusione sociale, con sempre più cittadini che sono ricorsi all’aiuto di un osteopata, complice un chiaro grado di soddisfazione, attestato da indagini di gradimento e statistiche. Quest’evoluzione, per cui attualmente almeno 2 italiani su 3 conoscono l’Osteopatia, è confermata da indagini effettuate negli ultimi anni e rese pubbliche dal ROI. Certamente la diffusione è stata successiva a quella vista nei paesi anglosassoni e d’oltralpe, ma testimonia in ogni caso un interesse sempre più evidente per la professionalità osteopatica.  
  1. All’estero, laddove ha uno statuto diverso, come viene considerata l’attività degli osteopati?

All’estero l’attività degli osteopati viene valorizzata e riconosciuta attraverso forme e strumenti differenti. Questo perché la diffusione e conoscenza è avvenuta soprattutto nei paesi del Nord Europa prima che in Italia. Un aspetto certamente importante, anche laddove non sussiste un espresso riconoscimento normativo come professione sanitaria (ad esempio in paesi come Olanda e Belgio), è rappresentato dall’ esenzione IVA sulle prestazioni effettuate e dalla possibilità prevista per i pazienti di un rimborso assicurativo, in percentuali variabili, della spesa sostenuta per le sessioni svolte presso osteopati ovviamente certificati nei rispettivi registri nazionali.  
  1. Scuole di Osteopatia, patrimonio di sapere ed esperienza da salvaguardare, come fare?

Le scuole di Osteopatia possono diventare il fulcro di percorsi formativi certificati post-graduate da un lato, e al contempo essere supportate sul piano istituzionale nel disegnare percorsi che incontrino l’ambito universitario, nell’eventualità in cui la futura formazione dovesse andare incontro a cambiamenti normativi sostanziali.  

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