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Gina Barlafante, presidente dell'AISO

INTERVISTA a Gina Barlafante, presidente dell’AISO

 

L’AISO porta venti scuole nel 2020: una coincidenza numerica che può essere di buon auspicio. Quali sono i prossimi obiettivi? Riunire sempre più scuole? Elaborare e garantire standard sempre più qualitativi?

L’AISO racchiude quasi tutte le più importanti scuole presenti sul territorio nazionale; i prossimi obiettivi riguardano senza dubbio gli standard della formazione: abbiamo elaborato il “core curriculum”,  un documento importante che ci permetterà di migliorare la qualità della didattica, ma puntiamo anche ad implementare  l’ambito della ricerca elaborando progetti condivisi tra i dipartimenti delle varie scuole; un altro importante obiettivo riguarda l’organizzazione di un congresso annuale come momento di condivisione e di consenso scientifico a partire probabilmente già dal 2020. Tutto questo potrebbe avere come risultato quello di riunire sempre più scuole accomunate dagli stessi intenti e requisiti e ne saremmo certamente felici.
 

Cosa pensa che le scuole via via associatesi abbiano trovato in AISO finora?

 
Dalla sua costituzione AISO ha lavorato per creare un dialogo costante  tra le scuole, per essere rappresentativa della formazione in Osteopatia, anche nei confronti delle Istituzioni, e per confrontarsi sulle tematiche della didattica; trovo che questi siano gli elementi più attrattivi dell’Associazione.
 

Esiste un “versante istituzionale” nell’attività di AISO che resta sempre aperto. Continua il dialogo con il ministero dell’Istruzione e si approfondisce il rapporto con il ROI – Registro degli Osteopati d’Italia. Si può dire che la parola “cooperazione” riassuma bene questo impegno?

Il “versante istituzionale” lavora costantemente; il dialogo con le istituzioni, in particolare con il ministero della Salute, è stato importante nei mesi appena trascorsi; si sta cercando di definire ancora meglio il rapporto e la condivisione di strategie con il ROI e  con le altre associazioni. La parola cooperazione riassume questo impegno e può ulteriormente arricchirsi di significato nel futuro.
 

In che modo il lavoro dell’AISO potrà riguardare sempre di più l’aiuto al singolo professionista nel futuro?

Il singolo professionista del futuro è all’origine uno studente di una scuola; il lavoro di AISO sulla didattica, sull’attenzione al percorso formativo, al tirocinio e all’acquisizione di competenze influenza enormemente la qualità del lavoro clinico che l’osteopata affronterà nel proprio studio professionale. Senza una base formativa solida non sarebbe possibile affrontare molte situazioni cliniche con cui l’osteopata si confronta quotidianamente.
 

L’Osteopatia in Italia ha attraversato dei cambiamenti dal tempo della sua prima comparsa. Nell’ambito delle scuole e della formazione, quali sono le novità più interessanti da seguire e da accogliere nell’“anno che verrà”?

L’Osteopatia ha avuto una enorme evoluzione e ciò è avvenuto parallelamente alla crescita delle scuole. Per il prossimo futuro, la novità più interessante riguarda la volontà di portare avanti progetti di ricerca condivisi che influenzeranno sicuramente i contenuti didattici e di conseguenza le competenze professionali.

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